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Tomasella Andrea Poles Conpac

Tomasella / Andrea Poles

Marketing Director

Qual è stato il tuo percorso fino ad assumere questo ruolo in azienda?

Il mio è stato un percorso particolare perché mi sono ritirato dagli studi e sono entrato nel mondo del lavoro a 18 anni, nel settore del mobile. In due anni sono diventato responsabile di una parte della logistica dell’azienda dove lavoravo anche se dopo qualche tempo ho realizzato di desiderare di più, così ho ripreso gli studi trasferendomi a Roma. Dopo il diploma ho ottenuto una borsa di studio e mi sono laureato in Sociologia. All’epoca lavoravo in un ristorante che mi ha dato modo di coltivare la mia passione diventando anche sommelier.

Conseguita la laurea ho intrapreso un nuovo percorso partendo dal back office per poi ricoprire il ruolo di area Manager Italia e successivamente Estero, sempre seguendo il marketing a 360 gradi grazie ai miei studi sociologici. Ora sono Marketing Director in Tomasella e mi occupo di ogni aspetto del settore: dal marketing worldwide fino ai piani editoriali per i social network, sia interni che per i nostri partner.

Cosa ne pensi dell’utilizzo dei social media nel segmento di mercato B2B?

Secondo me in questo segmento di mercato la comunicazione avviene in maniera frontale, quasi come se fosse l’obiettivo principale dell’utilizzo dei social. Ad esempio, spesso non viene tenuto conto del target di riferimento e quindi si viene a creare una comunicazione molto generica e poco improntata all’utente finale. La difficoltà più grande è rimanere al passo con le generazioni e con il loro modo di percepire il mondo online, dai bisogni inconsapevoli fino alle modalità di fruizione.

Mi piace paragonare i social media ai bar: ogni generazione si trova a cambiare piattaforma per evitare reti e contatti con i quali non hanno più quasi nessun aspetto in comune, così come noi da giovani non andavamo nei bar frequentati dai nostri padri. 

Quale social è più in linea con il vostro modello di business e quale meno?

Partendo dal presupposto che ogni social media nasce per un determinato target, non mi sento di sceglierne uno più in linea con il modello di business di Tomasella perché sono piattaforme diverse con un pubblico diverso. Ogni contenuto può essere declinato in molteplici modi per catturare l’attenzione: ciò che funziona su Facebook potrebbe non funzionare su Instagram e viceversa. La bravura sta nel fare propria questa nozione e creare contenuti speciali e utili, in linea con il modo di comunicare interno a ogni social.

I dati dimostrano che avere un numero di follower basso lede l’immagine del brand, cosa ne pensi?

Il primo parametro di valutazione è sicuramente il numero di follower. Bisogna tenere conto, però, che questo dato va contestualizzato all’interno del mercato di riferimento considerando fattori come il territorio, il settore in cui si opera e la tipologia di fanbase che si ha ma anche da quanto tempo l’azienda opera. È meglio avere un numero ridotto ma fan coinvolti e interessati che un numero alto ma poche interazioni sui post.

In Tomasella diamo più importanza al come i follower interagiscono con i nostri contenuti, per questo siamo sempre attenti a capire il target e ad anticiparne i bisogni.

Quanto contano le recensioni online, sono importanti?

Le recensioni sono uno strumento importante che ci permette di capire internamente dove il brand può migliorare o dove è già molto forte. Credo sia fondamentale dare alle persone la possibilità di esprimere la loro opinione su tutto, senza che però questo diventi una sorta di ricatto. Può capitare che le recensioni negative siano conseguenza di condizioni non causate da noi, soprattutto in questo momento in seguito all’alluvione che ci ha colpiti e che ha fatto ritardare le consegne. Questa dinamica ovviamente ci penalizza ingiustamente perciò, visto che i fattori determinanti sono molteplici, bisognerebbe tenerne conto quando si recensisce e quando si leggono le recensioni.

Hai mai collaborato con professionisti per quanto riguarda la sfera social?

In Tomasella abbiamo collaborato con diverse realtà per quanto riguarda la sfera social, affidandoci a esperti nel territorio del Triveneto. È importante riuscire a mantenere il focus su questo aspetto in modo da monitorare i risultati dei contenuti, per questo scegliamo di essere affiancati da professionisti del settore che ci portano un’esperienza esterna che va ad arricchire la nostra. 

Quali sono i progetti di comunicazione aziendale futuri?

Al momento stiamo scegliendo di dedicarci al management dei social media dei nostri clienti, creando tutti i contenuti e i piani editoriali. Sicuramente poi ci piacerebbe riuscire a coinvolgerli in tutti i progetti green di Tomasella partendo dalla sensibilizzazione in merito. Vogliamo continuare a investire nella qualità e nel design dei nostri prodotti.

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Tomasella Andrea Poles Conpac

Tomasella / Andrea Poles

Qual è stato il tuo percorso fino ad assumere questo ruolo in azienda?

Il mio è stato un percorso particolare perché mi sono ritirato dagli studi e sono entrato nel mondo del lavoro a 18 anni, nel settore del mobile. In due anni sono diventato responsabile di una parte della logistica dell’azienda dove lavoravo anche se dopo qualche tempo ho realizzato di desiderare di più, così ho ripreso gli studi trasferendomi a Roma. Dopo il diploma ho ottenuto una borsa di studio e mi sono laureato in Sociologia. All’epoca lavoravo in un ristorante che mi ha dato modo di coltivare la mia passione diventando anche sommelier.

Conseguita la laurea ho intrapreso un nuovo percorso partendo dal back office per poi ricoprire il ruolo di area Manager Italia e successivamente Estero, sempre seguendo il marketing a 360 gradi grazie ai miei studi sociologici. Ora sono Marketing Director in Tomasella e mi occupo di ogni aspetto del settore: dal marketing worldwide fino ai piani editoriali per i social network, sia interni che per i nostri partner.

Cosa ne pensi dell’utilizzo dei social media nel segmento di mercato B2B?

Secondo me in questo segmento di mercato la comunicazione avviene in maniera frontale, quasi come se fosse l’obiettivo principale dell’utilizzo dei social. Ad esempio, spesso non viene tenuto conto del target di riferimento e quindi si viene a creare una comunicazione molto generica e poco improntata all’utente finale. La difficoltà più grande è rimanere al passo con le generazioni e con il loro modo di percepire il mondo online, dai bisogni inconsapevoli fino alle modalità di fruizione.

Mi piace paragonare i social media ai bar: ogni generazione si trova a cambiare piattaforma per evitare reti e contatti con i quali non hanno più quasi nessun aspetto in comune, così come noi da giovani non andavamo nei bar frequentati dai nostri padri. 

Quale social è più in linea con il vostro modello di business e quale meno?

Partendo dal presupposto che ogni social media nasce per un determinato target, non mi sento di sceglierne uno più in linea con il modello di business di Tomasella perché sono piattaforme diverse con un pubblico diverso. Ogni contenuto può essere declinato in molteplici modi per catturare l’attenzione: ciò che funziona su Facebook potrebbe non funzionare su Instagram e viceversa. La bravura sta nel fare propria questa nozione e creare contenuti speciali e utili, in linea con il modo di comunicare interno a ogni social.

I dati dimostrano che avere un numero di follower basso lede l’immagine del brand, cosa ne pensi?

Il primo parametro di valutazione è sicuramente il numero di follower. Bisogna tenere conto, però, che questo dato va contestualizzato all’interno del mercato di riferimento considerando fattori come il territorio, il settore in cui si opera e la tipologia di fanbase che si ha ma anche da quanto tempo l’azienda opera. È meglio avere un numero ridotto ma fan coinvolti e interessati che un numero alto ma poche interazioni sui post.

In Tomasella diamo più importanza al come i follower interagiscono con i nostri contenuti, per questo siamo sempre attenti a capire il target e ad anticiparne i bisogni.

Quanto contano le recensioni online, sono importanti?

Le recensioni sono uno strumento importante che ci permette di capire internamente dove il brand può migliorare o dove è già molto forte. Credo sia fondamentale dare alle persone la possibilità di esprimere la loro opinione su tutto, senza che però questo diventi una sorta di ricatto. Può capitare che le recensioni negative siano conseguenza di condizioni non causate da noi, soprattutto in questo momento in seguito all’alluvione che ci ha colpiti e che ha fatto ritardare le consegne. Questa dinamica ovviamente ci penalizza ingiustamente perciò, visto che i fattori determinanti sono molteplici, bisognerebbe tenerne conto quando si recensisce e quando si leggono le recensioni.

Hai mai collaborato con professionisti per quanto riguarda la sfera social?

In Tomasella abbiamo collaborato con diverse realtà per quanto riguarda la sfera social, affidandoci a esperti nel territorio del Triveneto. È importante riuscire a mantenere il focus su questo aspetto in modo da monitorare i risultati dei contenuti, per questo scegliamo di essere affiancati da professionisti del settore che ci portano un’esperienza esterna che va ad arricchire la nostra. 

Quali sono i progetti di comunicazione aziendale futuri?

Al momento stiamo scegliendo di dedicarci al management dei social media dei nostri clienti, creando tutti i contenuti e i piani editoriali. Sicuramente poi ci piacerebbe riuscire a coinvolgerli in tutti i progetti green di Tomasella partendo dalla sensibilizzazione in merito. Vogliamo continuare a investire nella qualità e nel design dei nostri prodotti.

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