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Lima Corporate Stefania Antonutti Conpac

LimaCorporate / Stefania Antonutti

Marcom and Events Manager

Qual è stato il tuo percorso fino ad assumere questo ruolo in azienda?

Ho sempre pensato che le aziende siano come le persone: le aziende hanno qualcosa da dire su se stesse, hanno valori, emozioni, storie da raccontare. Per questo ho scelto di fare quello che faccio: comunicare a clienti, azionisti, colleghi e chiunque sia coinvolto, cosa fanno e come lo fanno le aziende per cui lavoro. Petfood, caffè, mobili, servizi di recupero crediti, impianti siderurgici sono prodotti molto diversi, eppure hanno qualcosa in comune: una storia da raccontare, una storia italiana. Sono fortunata a fare un lavoro che mi piace, ho l’opportunità di lavorare con un grande team di persone e tutti contribuiamo ai risultati finali. Dalla mia prima esperienza in Nestlé, subito dopo la laurea, ho capito che le soft skills sono importanti quanto le conoscenze e le competenze tecniche. In quegli anni ho appreso le prime regole su come organizzare le attività di marketing e comunicazione. Dopo Nestlè sono passata a Illycaffè dove tutto ruota intorno ai valori del marchio, della famiglia che crede fermamente in essi e dove ho capito l’importanza della reputazione. Negli anni successivi, in Calligaris, ho lavorato a stretto contatto con l’ufficio commerciale e ho scoperto il valore delle relazioni che ci permettono di costruire una vera partnership con i nostri clienti; e dove ho imparato a trattare con gli stakeholder. Alla ricerca di nuove esperienze e nuove sfide, nel 2017 ho iniziato a lavorare per Danieli & C. SPA, un’azienda con una lunga storia e una forte posizione nel suo settore: i mercati dell’acciaio e dei metalli. Infine nel 2019 sono entrata in LimaCorporate, sono sempre stata particolarmente attratta dal concetto “emotion of motion” che porta con sé molti contenuti nobili. Ciò che cerco di fare ogni giorno è di mettere la mia esperienza al servizio di tutto il team nella preparazione di azioni e attività di comunicazione sempre in linea con l’obiettivo di restituire l’emozione del movimento nei nostri pazienti.

Che cosa ne pensi dei social media nel segmento di mercato B2B?

I social media, nel mercato B2B non sono sicuramente la leva principale o più critica per muovere il business, soprattutto in un contesto come il nostro con tutti i limiti del settore sanitario. Tuttavia anche i professionisti sanitari sono persone e come tali useranno i social. Anche un’azienda come la LimaCorporate non può prescindere dall’avere una posizione sulle piattaforme e usarle in maniera adeguata. I nostri commerciali sono molto appassionati e, a differenza di qualche anno fa, ora sono molto attivi nel fornirci contenuti. La differenza con il resto del mercato c’è ed è molto presente perché i nostri competitor sono quasi tutti americani e di conseguenza hanno molti meno vincoli legali riguardo alla pubblicazione di contenuti su tutte le piattaforme. In Italia noi siamo limitati perché la nostra capacità d’esposizione sia di prodotto che di applicazione dello stesso è minima e tutto ciò riduce immensamente l’esposizione mediatica che potremmo trarne anche solo in termini di visibilità.

Quale social è più adatto alla vostra realtà e quale meno?

Usiamo molto LinkedIn anche se non abbiamo iniziato a utilizzare molto le ads, e abbiamo attivato la pagina Twitter per prendere posizione sul mercato americano anche se al momento non ci sta portando grandi risultati. Facebook non penso sia il social giusto per LimaCorporate, quindi stiamo valutando l’apertura di un canale Instagram ma dobbiamo approfondire il tema e capire meglio rischi e benefici. Siamo presenti anche su YouTube però l’utilizzo è puramente di repository quindi usiamo questo canale come una sorta di archivio digital dinamico dove ritrovare contenuti corporate legati all’azienda più che ai prodotti.

I dati dimostrano che avere un numero di follower basso lede l’immagine del brand, cosa ne pensi?

Nella realtà che ci circonda anche il numero di follower può influenzare l’immagine del brand. Tuttavia credo che la reputation aziendale,soprattutto in ambito sanitario, si costruisca più su fattori come la fiducia, l’affidabilità e i comportamenti corretti. Fare le cose giuste nel modo giusto. C’è da dire che quando i nostri competitor calano o aumentano il numero di follower, sono sicuramente delle statistiche che innescano anche internamente dei ragionamenti a riguardo. È sicuramente un obiettivo per LimaCorporate aumentare il numero di follower e ingrandire la community all’interno del settore sanitario.

Hai mai collaborato con professionisti per quanto riguarda la sfera social?

Al momento c’è un’agenzia che segue il sito di LimaCorporate e abbiamo coinvolto una società di consulenza per delle analisi social iniziali, ma non per la vera e propria gestione del profilo aziendale. A volte ci abbiamo pensato e chissà magari in futuro potrebbe diventare qualcosa di concreto davvero quindi non penso sia un investimento sbagliato. Attualmente l’intera attività social è gestita internamente sia a livello strategico che contenutistico, ma non è detto che in futuro non decidiamo di affidarci senz’altro a dei professionisti.

Quali sono i progetti di comunicazione aziendali futuri?

Ci sono diversi progetti in piedi legati a nuovi prodotti e lanci su nuovi mercati. LimaCorporate sta portando avanti iniziative ESG e D&I. I nostri pilastri di comunicazione in generale ruotano attorno alla nostra storica visione pioneristica che può esprimersi in diversi campi e aspetti da un lato e all’importanza che da sempre viene riconosciuta alla persone, qui in LimaCorporate, dall’altro. Questi contenuti devono poi concretizzarsi ed essere trasferiti nel modo giusto, al target giusto, con i mezzi giusti e nel momento giusto… Semplice no?

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Lima Corporate Stefania Antonutti Conpac

LimaCorporate / Stefania Antonutti

Qual è stato il tuo percorso fino ad assumere questo ruolo in azienda?

Ho sempre pensato che le aziende siano come le persone: le aziende hanno qualcosa da dire su se stesse, hanno valori, emozioni, storie da raccontare. Per questo ho scelto di fare quello che faccio: comunicare a clienti, azionisti, colleghi e chiunque sia coinvolto, cosa fanno e come lo fanno le aziende per cui lavoro. Petfood, caffè, mobili, servizi di recupero crediti, impianti siderurgici sono prodotti molto diversi, eppure hanno qualcosa in comune: una storia da raccontare, una storia italiana. Sono fortunata a fare un lavoro che mi piace, ho l’opportunità di lavorare con un grande team di persone e tutti contribuiamo ai risultati finali. Dalla mia prima esperienza in Nestlé, subito dopo la laurea, ho capito che le soft skills sono importanti quanto le conoscenze e le competenze tecniche. In quegli anni ho appreso le prime regole su come organizzare le attività di marketing e comunicazione. Dopo Nestlè sono passata a Illycaffè dove tutto ruota intorno ai valori del marchio, della famiglia che crede fermamente in essi e dove ho capito l’importanza della reputazione. Negli anni successivi, in Calligaris, ho lavorato a stretto contatto con l’ufficio commerciale e ho scoperto il valore delle relazioni che ci permettono di costruire una vera partnership con i nostri clienti; e dove ho imparato a trattare con gli stakeholder. Alla ricerca di nuove esperienze e nuove sfide, nel 2017 ho iniziato a lavorare per Danieli & C. SPA, un’azienda con una lunga storia e una forte posizione nel suo settore: i mercati dell’acciaio e dei metalli. Infine nel 2019 sono entrata in LimaCorporate, sono sempre stata particolarmente attratta dal concetto “emotion of motion” che porta con sé molti contenuti nobili. Ciò che cerco di fare ogni giorno è di mettere la mia esperienza al servizio di tutto il team nella preparazione di azioni e attività di comunicazione sempre in linea con l’obiettivo di restituire l’emozione del movimento nei nostri pazienti.

Che cosa ne pensi dei social media nel segmento di mercato B2B?

I social media, nel mercato B2B non sono sicuramente la leva principale o più critica per muovere il business, soprattutto in un contesto come il nostro con tutti i limiti del settore sanitario. Tuttavia anche i professionisti sanitari sono persone e come tali useranno i social. Anche un’azienda come la LimaCorporate non può prescindere dall’avere una posizione sulle piattaforme e usarle in maniera adeguata. I nostri commerciali sono molto appassionati e, a differenza di qualche anno fa, ora sono molto attivi nel fornirci contenuti. La differenza con il resto del mercato c’è ed è molto presente perché i nostri competitor sono quasi tutti americani e di conseguenza hanno molti meno vincoli legali riguardo alla pubblicazione di contenuti su tutte le piattaforme. In Italia noi siamo limitati perché la nostra capacità d’esposizione sia di prodotto che di applicazione dello stesso è minima e tutto ciò riduce immensamente l’esposizione mediatica che potremmo trarne anche solo in termini di visibilità.

Quale social è più adatto alla vostra realtà e quale meno?

Usiamo molto LinkedIn anche se non abbiamo iniziato a utilizzare molto le ads, e abbiamo attivato la pagina Twitter per prendere posizione sul mercato americano anche se al momento non ci sta portando grandi risultati. Facebook non penso sia il social giusto per LimaCorporate, quindi stiamo valutando l’apertura di un canale Instagram ma dobbiamo approfondire il tema e capire meglio rischi e benefici. Siamo presenti anche su YouTube però l’utilizzo è puramente di repository quindi usiamo questo canale come una sorta di archivio digital dinamico dove ritrovare contenuti corporate legati all’azienda più che ai prodotti.

I dati dimostrano che avere un numero di follower basso lede l’immagine del brand, cosa ne pensi?

Nella realtà che ci circonda anche il numero di follower può influenzare l’immagine del brand. Tuttavia credo che la reputation aziendale,soprattutto in ambito sanitario, si costruisca più su fattori come la fiducia, l’affidabilità e i comportamenti corretti. Fare le cose giuste nel modo giusto. C’è da dire che quando i nostri competitor calano o aumentano il numero di follower, sono sicuramente delle statistiche che innescano anche internamente dei ragionamenti a riguardo. È sicuramente un obiettivo per LimaCorporate aumentare il numero di follower e ingrandire la community all’interno del settore sanitario.

Hai mai collaborato con professionisti per quanto riguarda la sfera social?

Al momento c’è un’agenzia che segue il sito di LimaCorporate e abbiamo coinvolto una società di consulenza per delle analisi social iniziali, ma non per la vera e propria gestione del profilo aziendale. A volte ci abbiamo pensato e chissà magari in futuro potrebbe diventare qualcosa di concreto davvero quindi non penso sia un investimento sbagliato. Attualmente l’intera attività social è gestita internamente sia a livello strategico che contenutistico, ma non è detto che in futuro non decidiamo di affidarci senz’altro a dei professionisti.

Quali sono i progetti di comunicazione aziendali futuri?

Ci sono diversi progetti in piedi legati a nuovi prodotti e lanci su nuovi mercati. LimaCorporate sta portando avanti iniziative ESG e D&I. I nostri pilastri di comunicazione in generale ruotano attorno alla nostra storica visione pioneristica che può esprimersi in diversi campi e aspetti da un lato e all’importanza che da sempre viene riconosciuta alla persone, qui in LimaCorporate, dall’altro. Questi contenuti devono poi concretizzarsi ed essere trasferiti nel modo giusto, al target giusto, con i mezzi giusti e nel momento giusto… Semplice no?

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