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Friulinox Alberto Marzocchi Conpac

Friulinox / Alberto Marzocchi

Vice President Sales & Marketing Manager

Qual è stato il tuo percorso fino ad assumere questo ruolo in azienda?

Mi sono diplomato all’Istituto Alberghiero e ho lavorato per 15 anni come cuoco. Sono poi entrato nel settore facendo delle attività di masterclass e consulenze: le aziende mi contattavano per fare formazione e per testare i loro prodotti. Le aziende realizzavano gli impianti e io, assieme ad altri colleghi, testavo le attrezzature, adattando i menù alle dotazioni. Da qui sono entrato in Lainox come Product Application Manager: mi occupavo di formazione commerciale, sviluppo dei prodotti e dell’organizzazione dinamica delle fiere. Ho cambiato poi ruolo, lavorando come Country/Area Manager e successivamente come Area Sales Director. Seguivo quindi tutta l’area del Pacific Ocean, dell’Asia, degli Emirati, Portogallo, Romania e Russia. Questo percorso mi ha permesso di fare mia una filosofia che ho voluto portare anche in Friulinox, dove sono entrato circa un anno e mezzo fa. Il nostro ruolo è creare una sinergia tra il commerciale e lo chef che andrà a utilizzare l’attrezzatura. Per questo motivo, quando ne abbiamo la possibilità, preferiamo assumere risorse che abbiano avuto esperienza come cuochi o come elementi nel settore della ristorazione. Abbiamo bisogno di figure che possano fare affiancamento e che possano dare una spiegazione precisa dei macchinari. Ora sono Vice President e seguo anche la parte estera: viaggio ancora molto ma non così tanto come ero abituato in precedenza. Coordino principalmente la comunicazione offline ma supervisiono anche la parte online.

Cosa ne pensi dell’utilizzo dei social media nel segmento di mercato B2B?

Credo che i social siano una fonte importantissima che non va sottovalutata. I competitors di Friulinox li utilizzano e in linea generale vedo che nel nostro settore sono molto usati. Ho notato, però, una maggiore cura delle piattaforme sui mercati esteri: c’è una consapevolezza maggiore delle potenzialità di questi canali. In Italia bisogna ancora un po’ superare i pregiudizi legati ai social e iniziare a investire di più, sia in termini di risorse sia in termini di denaro. All’estero c’è più voglia di creare dei contenuti e una strategia studiati per il proprio brand. 

Quale social è più in linea con il vostro modello di business e quale meno?

Friulinox è presente su LinkedIn, Facebook e Instagram. Nonostante sia principalmente in ottica B2B, la prima piattaforma è forse quella più distante dal nostro brand. È un canale che richiede investimenti alti, sul quale facciamo fatica a coinvolgere il nostro target. Facebook e Instagram sono più affini al nostro modello di business: ci permettono di rivolgerci direttamente al cliente finale che, conoscendoci tramite i social, sceglierà i nostri prodotti e li richiederà al rivenditore. Qui il nostro target magari ci conosce già grazie alle fiere o comunque ha sentito parlare di noi in precedenza. 

I dati dimostrano che avere un numero di follower basso lede l’immagine del brand, cosa ne pensi?

Credo che ci sia ancora una percezione diversa quando si va a leggere questo dato ma non penso sia importante come una volta. Per noi, in Friulinox, vale molto di più l’engagement e la qualità dei follower. Preferiamo una community più piccola ma attiva che risponde e interagisce con i nostri contenuti. Inoltre, c’è da considerare che il pubblico non è sempre in target e quindi va un po’ a “sporcare” i dati.

Quanto contano le recensioni online, sono importanti?

Questo è un aspetto che andrebbe curato al meglio: è uno dei primi dati che viene letto quando si cerca un brand, un luogo o un servizio. Al momento in Friulinox non sono molto importanti anche se in futuro vogliamo seguirle con più attenzione: il settore B2B è un po’ particolare perché le recensioni non contano ancora così tanto. Personalmente le utilizzo molto, soprattutto quando viaggio o quando acquisto dei prodotti. È un dato che per me ha un peso importante: leggendo le opinioni online mi faccio un’idea e prendo anche delle decisioni in merito. Prediligo piattaforme come Amazon e Booking che sono più vicine alle mie esigenze di viaggiatore per lavoro.

Hai pensato di avvalerti dell’aiuto di professionisti del mondo social vista l’importanza raggiunta dalle piattaforme digitali e la loro complessità di gestione?

Prima del mio ingresso, Friulinox collaborava con un’agenzia che seguiva anche la parte digitale. Ora il marketing è più internalizzato: c’è un team di 4 persone che gestisce la comunicazione online ed è supportato da una realtà esterna che si occupa della parte grafica, come le brochures, e della parte operativa. Il sito viene gestito da una risorsa interna e da una esterna che lavorano in sinergia. I canali social, invece, sono completamente internalizzati. Il supporto esterno ci permette di avere una visione più ampia e d’insieme che magari da soli faremmo fatica a notare. 

Quali sono i progetti di comunicazione aziendale futuri?

Per Friulinox fare comunicazione significa, anche, investire in attività dimostrative. Dedicare del tempo ai nostri chef nei nostri rivenditori ci permette di comunicare il brand, la qualità dei nostri prodotti e i risultati che si ottengono grazie a essi. La nostra è, quindi, una comunicazione che mette al centro il cliente e che vuole raccontare come si può ampliare o migliorare la propria attività. Il modo migliore per farci conoscere a tutto tondo è far toccare con mano le caratteristiche tecniche dei prodotti. Ci piacerebbe creare un appuntamento settimanale di tips: un consiglio da parte dei nostri specialisti sul mondo della ristorazione e della cucina abbinato ai nostri prodotti.

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Friulinox Alberto Marzocchi Conpac

Friulinox / Alberto Marzocchi

Qual è stato il tuo percorso fino ad assumere questo ruolo in azienda?

Mi sono diplomato all’Istituto Alberghiero e ho lavorato per 15 anni come cuoco. Sono poi entrato nel settore facendo delle attività di masterclass e consulenze: le aziende mi contattavano per fare formazione e per testare i loro prodotti. Le aziende realizzavano gli impianti e io, assieme ad altri colleghi, testavo le attrezzature, adattando i menù alle dotazioni. Da qui sono entrato in Lainox come Product Application Manager: mi occupavo di formazione commerciale, sviluppo dei prodotti e dell’organizzazione dinamica delle fiere. Ho cambiato poi ruolo, lavorando come Country/Area Manager e successivamente come Area Sales Director. Seguivo quindi tutta l’area del Pacific Ocean, dell’Asia, degli Emirati, Portogallo, Romania e Russia. Questo percorso mi ha permesso di fare mia una filosofia che ho voluto portare anche in Friulinox, dove sono entrato circa un anno e mezzo fa. Il nostro ruolo è creare una sinergia tra il commerciale e lo chef che andrà a utilizzare l’attrezzatura. Per questo motivo, quando ne abbiamo la possibilità, preferiamo assumere risorse che abbiano avuto esperienza come cuochi o come elementi nel settore della ristorazione. Abbiamo bisogno di figure che possano fare affiancamento e che possano dare una spiegazione precisa dei macchinari. Ora sono Vice President e seguo anche la parte estera: viaggio ancora molto ma non così tanto come ero abituato in precedenza. Coordino principalmente la comunicazione offline ma supervisiono anche la parte online.

Cosa ne pensi dell’utilizzo dei social media nel segmento di mercato B2B?

Credo che i social siano una fonte importantissima che non va sottovalutata. I competitors di Friulinox li utilizzano e in linea generale vedo che nel nostro settore sono molto usati. Ho notato, però, una maggiore cura delle piattaforme sui mercati esteri: c’è una consapevolezza maggiore delle potenzialità di questi canali. In Italia bisogna ancora un po’ superare i pregiudizi legati ai social e iniziare a investire di più, sia in termini di risorse sia in termini di denaro. All’estero c’è più voglia di creare dei contenuti e una strategia studiati per il proprio brand. 

Quale social è più in linea con il vostro modello di business e quale meno?

Friulinox è presente su LinkedIn, Facebook e Instagram. Nonostante sia principalmente in ottica B2B, la prima piattaforma è forse quella più distante dal nostro brand. È un canale che richiede investimenti alti, sul quale facciamo fatica a coinvolgere il nostro target. Facebook e Instagram sono più affini al nostro modello di business: ci permettono di rivolgerci direttamente al cliente finale che, conoscendoci tramite i social, sceglierà i nostri prodotti e li richiederà al rivenditore. Qui il nostro target magari ci conosce già grazie alle fiere o comunque ha sentito parlare di noi in precedenza. 

I dati dimostrano che avere un numero di follower basso lede l’immagine del brand, cosa ne pensi?

Credo che ci sia ancora una percezione diversa quando si va a leggere questo dato ma non penso sia importante come una volta. Per noi, in Friulinox, vale molto di più l’engagement e la qualità dei follower. Preferiamo una community più piccola ma attiva che risponde e interagisce con i nostri contenuti. Inoltre, c’è da considerare che il pubblico non è sempre in target e quindi va un po’ a “sporcare” i dati.

Quanto contano le recensioni online, sono importanti?

Questo è un aspetto che andrebbe curato al meglio: è uno dei primi dati che viene letto quando si cerca un brand, un luogo o un servizio. Al momento in Friulinox non sono molto importanti anche se in futuro vogliamo seguirle con più attenzione: il settore B2B è un po’ particolare perché le recensioni non contano ancora così tanto. Personalmente le utilizzo molto, soprattutto quando viaggio o quando acquisto dei prodotti. È un dato che per me ha un peso importante: leggendo le opinioni online mi faccio un’idea e prendo anche delle decisioni in merito. Prediligo piattaforme come Amazon e Booking che sono più vicine alle mie esigenze di viaggiatore per lavoro.

Hai pensato di avvalerti dell’aiuto di professionisti del mondo social vista l’importanza raggiunta dalle piattaforme digitali e la loro complessità di gestione?

Prima del mio ingresso, Friulinox collaborava con un’agenzia che seguiva anche la parte digitale. Ora il marketing è più internalizzato: c’è un team di 4 persone che gestisce la comunicazione online ed è supportato da una realtà esterna che si occupa della parte grafica, come le brochures, e della parte operativa. Il sito viene gestito da una risorsa interna e da una esterna che lavorano in sinergia. I canali social, invece, sono completamente internalizzati. Il supporto esterno ci permette di avere una visione più ampia e d’insieme che magari da soli faremmo fatica a notare. 

Quali sono i progetti di comunicazione aziendale futuri?

Per Friulinox fare comunicazione significa, anche, investire in attività dimostrative. Dedicare del tempo ai nostri chef nei nostri rivenditori ci permette di comunicare il brand, la qualità dei nostri prodotti e i risultati che si ottengono grazie a essi. La nostra è, quindi, una comunicazione che mette al centro il cliente e che vuole raccontare come si può ampliare o migliorare la propria attività. Il modo migliore per farci conoscere a tutto tondo è far toccare con mano le caratteristiche tecniche dei prodotti. Ci piacerebbe creare un appuntamento settimanale di tips: un consiglio da parte dei nostri specialisti sul mondo della ristorazione e della cucina abbinato ai nostri prodotti.

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