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Costantini Pietro Francesco Scalise Conpac

Costantini Pietro / Francesco Scalise

Marketing manager

Qual è il tuo ruolo in azienda e con quali figure ti interfacci maggiormente?

Ho iniziato a lavorare nell’ambito Marketing in Australia, nel 2014. Mi sono poi spostato in Consulenza, in una realtà di Milano dove ho lavorato per 4 anni. Successivamente sono entrato in Costantini perché mi offre più opportunità e una situazione più stabile, senza rinunciare a viaggiare per trasferte di lavoro. Ora gestisco la parte vendite, il marketing e l’area IT. Lavoriamo molto nel B2B quindi mi interfaccio con architetti e interior designer e coordino gli agenti, contattando i clienti in prima persona in loro assenza. 

Quale social utilizzate con maggior coinvolgimento e quale meno?

Innanzitutto credo che, nella nicchia di mercato dove opera Costantini, i social siano efficaci quando si crea una strategia legata alla brand awareness. La piattaforma più vicina a noi è Instagram. TikTok, invece, è un canale che ancora sentiamo un po’ distante, dove ci sono pochi dei nostri competitors. È un social che richiede molto investimento, sia di tempo che di risorse, perché vuole dei contenuti molto creativi. Siamo presenti anche su LinkedIn, piattaforma sulla quale cresciamo in maniera organica.  

I dati dimostrano che avere un numero di follower basso lede l’immagine del brand, cosa ne pensi?

Penso che il numero di follower sia una metrica che influenza, ancora oggi, la percezione che le persone hanno di un brand. Durante il processo di acquisto, per esempio, è un dato che potrebbe far sentire più tranquillo il cliente. In qualche modo avere un’ampia fanbase fa sì che il pubblico “creda” di più in quel determinato marchio. Nel B2B, mercato principale per Costantini, è un po’ diverso. In questo caso si tratta di un pubblico differente che conosce l’azienda per motivi che esulano dai social.

Quanto contano le recensioni online, sono importanti?

Costantini è una realtà particolare. Siamo per il 95% esportatori e lavoriamo poco sul mercato italiano. Per questo motivo credo che le classiche recensioni, per noi, non siano fondamentali. In questa nicchia di mercato, ho notato che molto spesso chi scrive le proprie opinioni lo fa in seguito a reclami che non sono stati gestiti adeguatamente. Personalmente lascio molte recensioni, soprattutto su Google, dato che viaggio molto. Trovo che TripAdvisor sia un pochino più macchinoso rispetto a Maps, specialmente ora che hanno integrato tutte le funzioni in un’unica piattaforma.

Hai pensato di avvalerti dell’aiuto di professionisti del mondo social vista l’importanza raggiunta dalle piattaforme digitali e la loro complessità di gestione?

Sì, al momento abbiamo due agenzie esterne che seguono la comunicazione di Costantini. Una ci supporta in maniera più operativa, soprattutto sull’aspetto di lead generation e sito web. L’altra realtà, invece, ci aiuta sul lato newsletter e copy. Per noi le newsletter sono il punto di contatto più importante con il cliente. In un’azienda come la nostra, credo sia fondamentale avere uno scambio tra interno ed esterno. Una sinergia tra questi due aspetti è fondamentale per non rimanere chiusi nella nostra bolla e per conoscere meglio il mondo digital.

Quali sono i progetti di comunicazione aziendale futuri?

Nei prossimi mesi saremo a due importanti fiere di settore: il Salone del Mobile a Milano e High Point in North Carolina. Lo stand di Costantini a Milano racconterà i nostri marmi, materiali nuovi e verterà sulla praticità. Per quanto riguarda il lato social, abbiamo in mente varie novità. Vorremmo parlare delle nostre lavorazioni e far conoscere più nello specifico la nostra realtà. Vorremmo creare dei filoni, come vernici ad acqua e tessuti, per ampliare e far conoscere più nello specifico la nostra realtà. Parleremo sicuramente di artigianalità e del ruolo che ricopre per noi. 

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Costantini Pietro Francesco Scalise Conpac

Costantini Pietro / Francesco Scalise

Qual è il tuo ruolo in azienda e con quali figure ti interfacci maggiormente?

Ho iniziato a lavorare nell’ambito Marketing in Australia, nel 2014. Mi sono poi spostato in Consulenza, in una realtà di Milano dove ho lavorato per 4 anni. Successivamente sono entrato in Costantini perché mi offre più opportunità e una situazione più stabile, senza rinunciare a viaggiare per trasferte di lavoro. Ora gestisco la parte vendite, il marketing e l’area IT. Lavoriamo molto nel B2B quindi mi interfaccio con architetti e interior designer e coordino gli agenti, contattando i clienti in prima persona in loro assenza. 

Quale social utilizzate con maggior coinvolgimento e quale meno?

Innanzitutto credo che, nella nicchia di mercato dove opera Costantini, i social siano efficaci quando si crea una strategia legata alla brand awareness. La piattaforma più vicina a noi è Instagram. TikTok, invece, è un canale che ancora sentiamo un po’ distante, dove ci sono pochi dei nostri competitors. È un social che richiede molto investimento, sia di tempo che di risorse, perché vuole dei contenuti molto creativi. Siamo presenti anche su LinkedIn, piattaforma sulla quale cresciamo in maniera organica.  

I dati dimostrano che avere un numero di follower basso lede l’immagine del brand, cosa ne pensi?

Penso che il numero di follower sia una metrica che influenza, ancora oggi, la percezione che le persone hanno di un brand. Durante il processo di acquisto, per esempio, è un dato che potrebbe far sentire più tranquillo il cliente. In qualche modo avere un’ampia fanbase fa sì che il pubblico “creda” di più in quel determinato marchio. Nel B2B, mercato principale per Costantini, è un po’ diverso. In questo caso si tratta di un pubblico differente che conosce l’azienda per motivi che esulano dai social.

Quanto contano le recensioni online, sono importanti?

Costantini è una realtà particolare. Siamo per il 95% esportatori e lavoriamo poco sul mercato italiano. Per questo motivo credo che le classiche recensioni, per noi, non siano fondamentali. In questa nicchia di mercato, ho notato che molto spesso chi scrive le proprie opinioni lo fa in seguito a reclami che non sono stati gestiti adeguatamente. Personalmente lascio molte recensioni, soprattutto su Google, dato che viaggio molto. Trovo che TripAdvisor sia un pochino più macchinoso rispetto a Maps, specialmente ora che hanno integrato tutte le funzioni in un’unica piattaforma.

Hai pensato di avvalerti dell’aiuto di professionisti del mondo social vista l’importanza raggiunta dalle piattaforme digitali e la loro complessità di gestione?

Sì, al momento abbiamo due agenzie esterne che seguono la comunicazione di Costantini. Una ci supporta in maniera più operativa, soprattutto sull’aspetto di lead generation e sito web. L’altra realtà, invece, ci aiuta sul lato newsletter e copy. Per noi le newsletter sono il punto di contatto più importante con il cliente. In un’azienda come la nostra, credo sia fondamentale avere uno scambio tra interno ed esterno. Una sinergia tra questi due aspetti è fondamentale per non rimanere chiusi nella nostra bolla e per conoscere meglio il mondo digital.

Quali sono i progetti di comunicazione aziendale futuri?

Nei prossimi mesi saremo a due importanti fiere di settore: il Salone del Mobile a Milano e High Point in North Carolina. Lo stand di Costantini a Milano racconterà i nostri marmi, materiali nuovi e verterà sulla praticità. Per quanto riguarda il lato social, abbiamo in mente varie novità. Vorremmo parlare delle nostre lavorazioni e far conoscere più nello specifico la nostra realtà. Vorremmo creare dei filoni, come vernici ad acqua e tessuti, per ampliare e far conoscere più nello specifico la nostra realtà. Parleremo sicuramente di artigianalità e del ruolo che ricopre per noi. 

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